La BCE ammette la truffa dell’ EURO, con tanto di documento ufficiale

ATTENZIONE! La BCE ammette la truffa dell’EURO, con tanto di documento ufficiale

La BCE ammette la circostanza che se il debito pubblico è denominato in propria valuta nazionale lo Stato non può mai fallire.

Articolo di Giuseppe PALMA su “Il Giornale d’Italia”

La BCE – Banca Centrale Europea – in un suo dossier dal titolo “Monetary-fiscal interactions and the euro area’s vulnerability” (Interazioni monetarie e fiscali e vulnerabilità dell’area dell’euro), conclude molto chiaramente che: “In an economy with its own fiat currency, the monetary authority and the fiscal authority can ensure that public debt denominated in the national fiat currency is non-defaultable, […]”, che tradotto significa In un’economia con la propria valuta fiat (creata dal nulla – nda), l’autorità monetaria e l’autorità fiscale possono assicurare che il debito pubblico denominato nella moneta fiat nazionale non possa fare dafault […]”!

Noi lo scriviamo da anni, ma gli euristi più agguerriti ci offendevano con denigrazioni e argomentazioni da contabili di basso livello. “Con nostra sovranità monetaria faremmo la fine dell’Argentina” dicevano paonazzi! Non avevamo certamente bisogno che qualcuno desse ragione alle nostre tesi, ma ora che anche la BCE ammette la circostanza che se il debito pubblico è denominato in propria valuta nazionale fiat lo Stato non può mai fallire, capirete che il gusto della verità ha un sapore ancor più gratificante.

A tal proposito non si può non richiamare il principio della “Lex Monetae” nel caso di un’uscita dell’Italia dall’euro, di cui si è già scritto sulle pagine di questo giornale. Ciò premesso, per evitare che qualcuno faccia finta di non capire, è bene ribadire il principio: nel caso in cui implodesse prima l’Eurozona, troverebbe applicazione l’art. 1277 del codice civile, quindi senza particolari problemi nell’attuazione pratica e nelle conseguenze.

Se invece ad uscire fosse solo l’Italia (uscita unilaterale) troverebbe applicazione l’art. 1278 del codice civile, che è una iattura, infatti il peso della svalutazione della Nuova Lira inciderebbe negativamente sulla maggior parte dei rapporti di debito e credito fin lì contratti (come ad esempio sui mutui a tasso variabile, che vedrebbero un’impennata connessa alla svalutazione della moneta).

Ma attenzione! E’ qui che entra in gioco il primo comma dell’art. 1281 del codice civile, il quale richiama il principio lex specialis derogat generali” (“la norma speciale deroga quella generale”): cioè il Governo, con quello stesso decreto di uscita (o con decreto immediatamente successivo), dovrebbe necessariamente stabilire che i rapporti di debito e credito espressi in euro debbano essere disciplinati in nuova moneta nazionale al cambio previsto alla data di uscita (il changeover, cioè 1:1), e non a quella del termine di scadenza previsto per il pagamento (che includerebbe, appunto, la svalutazione della “Nuova Lira”).

E questo il Governo non potrebbe non farlo, altrimenti provocherebbe un disastro per milioni di cittadini e imprese! Tutto ciò rientra appunto nel principio della “Lex Monetae”, ma i soliti euristi da strapazzo non ne vogliono neppure parlare. E nemmeno i giornaloni nazionali ne scrivono, tant’è che l’iniziativa del prof. Zingales su IlSole24Ore si è ridotta in un esperimento a voce unica (o quasi): tutti a favore dell’euro! Tutti a prevedere catastrofi nel caso di un’uscita unilaterale dell’Italia dalla moneta unica.

Ma fa niente. In fin dei conti sono sempre gli stessi, cioè quelli che prevedevano scenari apocalittici e invasioni di cavallette nei casi di vittoria della Brexit in Gran Bretagna, di Trump negli Stati Uniti d’America e del No al referendum costituzionale in Italia. Tutti accadimenti puntualmente verificatisi senza alcun tipo di conseguenza nefasta!

Noi siamo invece sicuri e certi di quello che diciamo. E continueremo a dirlo. Per la verità. Per la Patria. Per la libertà. Per i nostri figli.

Avv. Giuseppe PALMA

Articolo pubblicato il 06 luglio 2017 su “Il Giornale d’Italia“, a pagina 3: http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170706giornaleditalia/index.html#/3/

Per consultare il DOCUMENTO UFFICIALE della BCE richiamato nell’articolo: https://www.ecb.europa.eu/pub/economic-research/resbull/2017/html/ecb.rb170629.en.html

Fonte: La Costituzione Blog

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9 thoughts on “Marcello Foa: Ecco come entro 5 anni ci porteranno via tutto, casa e risparmi

  1. Appoggierei pienamente per l’uscita dall’Europa qualora l’Italia avesse una procedura d’infrazione per una questione di dignità nazionale.

  2. Per rimanere nell’euro , il governo tedesco deve necessariamente cambiare indirizzo politico nei confronti dei paesi membri. Le alleanze sonò sopratutto politiche e nel caso specifico un,unione che tenga sempre presente l’esigenze degli alleati. Partecipazione’ collaborazione ed infine la moneta unica. Un saluto

  3. Un Grande STATISTA e che quel DI PIETRO per la sua bramasia con. Accordi americani fece di tutto per eliminarlo.Sfruttando il momento si fece eleggere e,addirittura fondo’ un partito politico. Dovrebbe dirci ancora della mercedes e dei 100 milioni di lit. incassati all,epoca e quanti appartamenti sono in suo possesso e il figlio lo mise in Regione ma indagato ma la Procura nulla fece. CANI E CANI NON SI MANGIANO ed ha inguaiati noi ITALIANI con l,allontanamento di CRAXI perché purtroppo i P.M quando sbagliano non vanno in galera ma promossi vedi il P.M di TORTORA. Abbiamo una legge che dovrebbe far pagare i loro errori ma qualcuno di voi ha mai visto eseguire???

  4. tutto ciò che è esposto in questo blog rispecchia la pura verità , personalmente non solo la condivido ma la grido ai quattro venti ormai da troppo tempo , prima ancora che fosse costituita questa schifo di europa che altro no è che la dimostrazione di quella che è la missione del globalismo e del liberismo capitalista e cioè la riduzione in schiavitù dei popoli e la creazione di un’egemonia finanziaria a controllo del mondo intero . alla globalizzazione danno parecchio fastidio nazioni come Grecia ed Italia perchè la loro immensa cultura e storia che sta alla base della loro evoluzione le porta ad essere termini di paragone a livello di democrazia e scientifico e proprio a livello industriale e qualitativo dei beni prodotti ciò era la spina nel fianco di produzioni fatte dalle multinazionali che , proprio per definizione , non possono essere paragonate qualitativamente ; ecco perché si doveva a tutti i costi distruggere la produzione italiana e ciò é stato fatto anche con la collaborazione di governi servi venduti al capitale .

  5. Fu l’unico Statista di allora a non sbagliare che, il futuro dell’Italia nell’Unione Europea era l’inferno.
    L’Europa ci considera come noi consideriamo i Paesi del Nord Africa.

  6. Vorrei che il Governo italiano dica a chiare lettere che è la Francia che deve uscire dall’UE perché essa fa di tutto per farsi odiare da tutti gli altri stati europei.

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