Gli studenti scrivono male in italiano? Colpa di chi ha smantellato la scuola. Ecco perchè

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Molti studenti scrivono male in italiano, non c’è più tempo da perdere, bisogna intervenire. L’allarme dei docenti universitari. Ma di chi è la colpa?

Alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente, per questo oltre 600 docenti universitari, storici, filosofi, sociologi ed economisti, tramite una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, ministra dell’Istruzione e Parlamento, chiedono interventi urgenti per porre rimedio all’analfabetismo linguistico dei nostri ragazzi.

Dalla loro parte, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana per porre rimedio a tutto ciò, ma evidentemente non basta, il problema sembra essere strutturale.

Ma come mai siamo arrivati a questo livello? In tempi di crisi come questi, dove per avere ulteriori sbocchi nel mondo del lavoro urge imparare anche altre lingue, come possono accedervi i nostri ragazzi se dimenticano persino la nostra?

A spiegarlo è stato l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari su Repubblica, che tra l’altro risulta anche come uno dei firmatari dell’ appello sopra descritto alle istituzioni. Queste le sue parole:

Chiariamo: la colpa non è degli studenti, né degli insegnanti, ma di chi ha smantellato la scuola disorganizzandola – L’impianto dei vecchi licei è stato smontato senza riflettere su quali competenze siano comunque basilari per qualsiasi corso di studi. Prima c’era il nucleo forte di materie come italiano, latino, storia e filosofia al classico, lo scientifico cambiava di poco con l’aggiunta di matematica. Adesso si taglia il latino, si taglia la filosofia, pilastri per un apprendimento logico. – Sembra che l’unica cosa indispensabile sia professionalizzare, ma non si vuole capire che alla base di ogni apprendimento ci sono le competenze linguistiche“.
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Negli ultimi decenni, in effetti, la scuola è stata massacrata inspiegabilmente a colpi di tagli di fondi e di ore di materie indispensabili per il ragionamento e la lingua.

Non è che, come sostengono alcuni “complottisti”, l’obiettivo dei poteri forti sia davvero quello di rendere un popolo ignorante così da poterlo controllare più facilmente?

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