Volevano issare la bandiera italiana alla sede Ue a Roma,pestati dalla polizia.IL VIDEO

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Un nutrito gruppo di attivisti di Casapound, aderenti alla mobilitazione del  con indosso una maschera da fantasma dipinta tricolore e un cappio “da impiccato” al collo, in rappresentazione dei numerosi italiani che si sono suicidati a causa di una crisi della quale Europa ed Euro hanno grandi responsabilità, nella mattina di Sabato 14 Dicembre si sono recati presso la sede romana di rappresentanza dell’UE, con l’intento di mettere in scena un’azione di protesta che prevedeva di issare la bandiera italiana in sostituzione di quella europea esposta sulla terrazza del palazzo.

Secondo quanto riportato da Romatoday.it il gruppo non sarebbe passato inosservato alla DIGOS, che ha richiesto l’intervento di un contingente del reparto mobile, che giunto Via IV Novembre ha caricato violentemente i manifestanti; quando è partita la prima carica un manifestante era sulla scala, sospeso ad almeno tre metri di altezza. Caricare in quel frangente ha esposto al rischio di caduta l’individuo, che si è appreso essere il vice-presidente di Casapound, Simone Di Stefano, già candidato – senza successo – a sindaco di Roma, alla Regione Lazio e al parlamento per la formazione di estrema destra.

Casapound ha pagato a caro prezzo la ricerca di visibilità: oltre ai diversi feriti, la Polizia ha arrestato il protagonista del gesto con l’accusa di “furto pluriaggravato“, mentre una decina di militanti sono stati denunciati a piede libero per “concorso” nel furtoresistenza a pubblico ufficiale” e “manifestazione non autorizzata“.

L’accusa di furto appare eccessiva e immotivata, visto che la bandiera è stata restituita e che è evidente che si trattasse di un gesto simbolico. Un’accusa che se in questo paese c’è rimasto un briciolo di buon senso e democrazia cadrà nel vuoto, probabilmente è stata avanzata solo per avere la “scusa” per incarcerare il protagonista, che è recluso nel carcere romano di Regina Coeli in attesa del “processo per direttissima” (addirittura!) che pare avrà luogo lunedì mattina.

Il presidio dei “forconi romani” situato in Piazza dei Partigiani ha espresso solidarietà al giovane di Casapound (video di seguito) la cui leadership, dopo questo episodio, sembra uscirne rinforzata; la notizia, ripresa dai mass media nazionali, sta facendo il giro d’Italia, e sulle pagine Facebook dei “fascisti del terzo millennio” stanno arrivando centinaia di attestazioni di simpatia e stima, non solo dagli aderenti di Casapound.

Fonte www.nocensura.com

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