Siria, rapporto OPAC: in quegli edifici non c’erano armi chimiche

Siria rapporto OPAC in quell' edificio non c'erano armi chimiche

L’ OPAC (Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche) aveva ispezionato giorni prima gli stabilimenti bombardati dagli USA in Siria.Il rapporto.

Alcuni giorni fa USA, Francia e l’Inghilterra hanno lanciato un attacco missilistico contro alcuni obiettivi in Siria sganciando ben 105 missili tra cui missili Tomahawk lanciati dal mare e bombe Jassm lanciate dai caccia bombardieri.

Di questi 105 missili ben 76 sono stati lanciato contro il Centro di Ricerca di Barzah a Damasco. L’operazione in oggetto aveva il fine di fine di distruggere stabilimenti di produzione di armi chimiche, e secondo gli alleati  il Centro di Ricerca Barzah di Damasco, era il centro di produzione e collaudo di armi biologiche e chimiche

Questo centro era così importante per loro tanto da scaraventarci il 70% del volume di fuoco utilizzato per l’intera operazione. Il risultato è che gli edifici sono stati completamente rasi al suolo.
Sono stati “precisi, travolgenti ed efficaci”  ha affermato Kenneth Mc Kenzie, Direttore del Joint Chief Staff dello Stato Maggiore americano nella conferenza stampa tenutasi poche ore dopo l’attacco.

Sulla operazione in questione però molte cose non tornano.  L’istituto di ricerca Barzah è stato oggetto di indagine da parte dell’OPAC (Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche) nei mesi precedenti al bombardamento, la quale ha redatto e pubblicato anche tre documenti sulla base dei rilievi effettuati nelle ispezioni al sito.

Eccoli mostrati di seguito:

Rapporti OPAC sul Centro di Ricerca di Barzah

Nel primo documento datato 24 Aprile 2017 (codice EC-85/DG.5) il Team di esperti scrive: “ le prime ispezioni presso le strutture del Centro Ricerche e Studi Scientifici Siriani (SSSRC) di Barzah e Jamrayah si sono svolte dal 26 febbraio al 5 marzo 2017. Il Team d’ispezione ha prelevato campioni che sono stati inviati ai laboratori designati dall’OPCW per l’analisi. Il Segretariato è in attesa dei risultati dell’analisi prima di completare il rapporto finale dell’ispezione” (pag.2 capo 9).

Poi a Novembre scorso l’OPAC ha effettuato una seconda ispezione descritta nel rapporto del 23 Febbraio 2018 (codice EC-87/DG.16) in cui si dice: “i campioni prelevati durante la missione sono stati sigillati, imballati e spediti al laboratorio OPAC che li ha ricevuti alla presenza di rappresentanti della Repubblica Araba Siriana il 15 gennaio 2018. I campioni sono stati separati il 9 Febbraio 2018 in presenza dei rappresentanti della Repubblica Araba Siriana e inviati a due laboratori scelti dall’OPAC, per le analisi” (pag. 3 capo 11).

Ed infine il mese successivo nel report del 23 Marzo del 2018 (codice EC-88/DG.1), l’OPAC pubblica il risultato delle analisi: “ L’analisi dei campioni prelevati durante le ispezioni non hanno indicato la presenza di sostanze chimiche schedulate nei campioni e il Team d’ispezione non ha osservato alcuna attività incompatibile con gli obblighi derivanti dalla Convenzione durante la seconda ispezione presso le strutture di Barzah e Jamrayah” (pag 3 capo 11).

Conclusioni

Quindi, in base a questi rapporti ufficiali, almeno un mese prima dell’ attacco l’ OPAC sapeva che nel centro di ricerca Barzah non c’era traccia di armi chimiche, ne di attività connesse alla fabbricazione delle stesse.

Che i governi occidentali che hanno preso parte all’ attacco non fossero a conoscenza dei rapporti OPAC è una ipotesi da escludere totalmente. Ma allora perchè il sito è stato distrutto? Hanno forse voluto distruggere qualcos’altro che non è dato sapere per non trasformare una rappresaglia per motivi umanitari, in un atto di guerra contro uno Stato sovrano? A questo serviva la storia dell’attacco chimico a Douma? A legittimare questo attacco?

Riferimento: Occhi della guerra

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