Napoli: Truffatore smascherato da ”Striscia la notizia” si suicida per aver perso il lavoro

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Un impiegato del catasto. Dopo la puntata era stato licenziato.

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Non ha retto alla vergogna e alla tragedia di avere perso il lavoro, e a un anno di distanza dalla puntata di Striscia la notizia che lo immortalava mentre accettava una mazzetta da 20 euro, Lucio Montaina si è tolto la vita. L’uomo, marito di una casalinga e padre di due figli, aveva 40 anni ed era impiegato all’ufficio del Catasto di Napoli. Ieri si è lanciato nel vuoto cadendo sul posto. Secondo parenti e conoscenti non riusciva più a reggere il peso di essere stato pubblicamente denunciato davanti a milioni di telespettatori,  né della logorante battaglia per riottenere il posto di lavoro perso a causa di quel servizio.
La mazzetta e la telecamera nascosta

Montaina era stato protagonista inconsapevole del Tg satirico di Canale 5, che spesso denuncia piccoli episodi di malcostume con lo stratagemma della telecamera nascosta. Dopo l’arrivo in redazione di una denuncia sul fatto che gli impiegati del catasto partenopeo accettavano piccole somme in cambio del ritiro di documenti senza delega, l’inviato campano Luca Abete era andato negli uffici con una finta utente, che, munita di teleobiettivo, si era presentata allo sportello chiedendo di ritirare un mappa castale pur non avendo titolo per farlo.

7 milioni di telespettatori

Dopo un primo diniego, l’impiegato aveva ceduto senza battere ciglio all’offerta di 20 euro, acconsentendo alla richiesta, e confermando quanto denunciato da diversi utenti.
Da lì il passo è breve: Montaina era diventato oggetto di pubblico ludibrio e di pubblica riprovazione di fronte ai circa 7 milioni di telespettatori che in media seguono Striscia.

Il licenziamento

Non solo. L’amministrazione dell’Agenzia del Territorio l’aveva denunciato e poi licenziato in tronco. L’uomo aveva presentato ricorso e il giudice del lavoro l’aveva accolto. Reintegrato per qualche mese era stato trasferito ad altro incarico, poi però l’ente aveva presentato appello contro il reintegro e aveva vinto, e lui era tornato a casa senza un lavoro.
I colleghi raccontano che stava cercando di arrivare a un’intesa con l’ufficio, accettando un periodo di sospensione invece del licenziamento. E che oggi avrebbe dovuto partecipare a un’udienza.

L’ira dei colleghi

Nell’ufficio, dove i colleghi piangono sconvolti, tutti puntano il dito contro il tg di Canale 5: “Questa volta Striscia la Notizia si è macchiata di un’azione di sciacallaggio, Lucio era un impiegato perbene, non era certo uno che chiedeva tangenti, come si vede dal filmato quei 20 euro glieli hanno offerti…”, sono le voci raccolte dal Corriere del Mezzogiorno.
“Eravamo noi ad aiutare lui e la sua famiglia visto che è rimasto per mesi senza stipendio; ci siamo tassati e abbiamo raccolto dei soldi che abbiamo fatto in tempo a consegnargli. È venuto a trovarmi l’altra mattina, era un uomo sconvolto. Mi hanno teso una trappola, sono degli sciacalli ripeteva…purtroppo è finita così”.

No comment da Mediaset

Da Mediaset, da Striscia e da Abete, per il momento, nessuna dichiarazione.
Ieri in ufficio i colleghi hanno fatto una colletta per comprare un mazzo di fiori da mettere sulla sua scrivania.

Fonte www.ilsalvagente.it

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