Gilet gialli arrivano in Italia. Prima tappa: la sede della Goldman Sachs

Prende piede anche in Italia la protesta dei gilet gialli che organizzano una manifestazione a Milano, sotto la sede della Goldman Sachs
Gilet gialli arrivano in Italia Prima tappa la sede della Goldman Sachs

L’italia era una delle nazioni europee che fino a qualche giorno fa mancava all’ appello per quanto riguarda la protesta del movimento dei gilet gialli, movimento nato in Francia che sta prendendo piede in buona parte dell’ Europa.

La risposta italiana però non si è fatta attendere molto, specie dopo la provocazione di uno dei gilet jaunes su sky tg24, tanto che anche nel bel paese si sta formando questo movimento di protesta, ma con delle finalità diverse da quello francese.
Infatti mentre gilet jaunes francesi si stanno scagliando contro il proprio governo, i gilet gialli italiani nascono con l’obiettivo di scagliarsi contro “coloro che ci stanno distruggendo“, per la precisione contro “lo strapotere della finanza mondiale che ha trasformato lo stato in esecutore fallimentare permettendo il saccheggio dell’intera nazione portando disperazione, fallimenti aziendali, disoccupazione, pensioni da fame, ingiustizie sociali, sanità pubblica inesistente, regime fiscale insostenibile, suicidi“.

Questo è ciò che si apprende dal loro volantino pubblicato sul loro sito.

Come si può apprendere dal volantino il movimento ha indetto una manifestazione di protesta per il 21 gennaio alle ore 10:00 a Milano, nella piazzetta Bossi 3 presso la sede della Goldman Sachs. Luogo scelto per sottolineare la loro forma di protesta contro la finanza mondiale, diversamente dagli obiettivi dei gilet jaunes francesi.
Questo perchè i gilet gialli italiani etichettano la finanza internazionale come la causa di tutti i mali italiani, perchè ha trasformato i governi in esecutori di ordini senza alcun potere, e ha portato il popolo alla disperazione.

I gilet gialli italiani hanno una linea di pensiero non molto distante da quella dell’ attuale governo gialloverde, ma nonostante ciò il movimento precisa che alla manifestazione del 21 gennaio non è gradita la partecipazione di dirigenti di partito ne di sindacati.

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