L’UE ci impone formaggi con latte in polvere per gli interessi di Francia e Germania.Coldiretti lancia l’allarme

formaggi con latte in polvere

Ci chiedono di consentire la produzione di formaggi con latte in polvere per gli interessi di Francia e Germania mettendo a rischio 487 formaggi tipici.Coldiretti lancia l’allarme.

Sembra come se l’ UE miri a distruggere la nostra economia non solo con l’austerity, ma anche con l’ abbattimento dei nostri settori più proficui: olio,limoni,arance,formaggi ecc.

Da quando siamo insediati nell’UE, gli agricoltori italiani, un tempo famosi in tutto il mondo per i loro prodotti di qualità apprezzati a livello mondiale, sono in difficoltà di fronte ai diktat europei che affossano la nostra produzione per far spazio all’importazione. Importiamo olio dalla Spagna, limoni dal Cile, arance dall’Olanda ecc, e ora vogliono imporci anche la produzione e l’importazione di formaggi con latte in polvere, mettendo in difficoltà anche questo settore, dove l’Italia da anni detiene il primato assoluto.
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Il 28 maggio 2015 infatti, la Commissione europea ha chiesto all’Italia di cambiare una legge, la 138 del 1974 . Una legge che vieta categoricamente di produrre latte o formaggi utilizzando, anche solo in parte, il latte in polvere. La Ue ha addirittura avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’ Italia a causa di questa legge,perchè secondo loro violerebbe la libera circolazione delle merci. In pratica dobbiamo adeguarci agli altri Paesi europei, che già permettono alle proprie industrie alimentari di utilizzare il latte in polvere in aggiunta a quello “vero”, cioè quello liquido.

Un vero e proprio diktat quindi, al quale, se non obbediamo, ci becchiamo anche una penale con consecutiva ed eventuale messa in mora.

Alla luce di quanto appreso, Coldiretti lancia l’allarme, sottolineando i gravi danni, gli interessi e le speculazioni a cui sarà sottoposta l’Italia nel caso dovesse adattarsi alle pretese europee:

<<Il via libera alla polvere di latte farà sparire 487 formaggi tradizionali censiti dalle Regioni italiane ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo da generazioni. >>

<<Con un chilo di polvere di latte, che costa sul mercato internazionale 2 euro – sottolinea la Coldiretti – è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti confezioni di yogurt e tutto con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori.>>( è proprio questo che stimola gli interessi degli speculatori).

Ma chi produce la maggior quantità di latte in polvere in Europa?Chi trarrà vantaggio da questa imposizione?

<<E non è certo casuale – precisa la Coldiretti – che i 2/3 delle importazioni provengano da Francia e Germania, l’asse che detta la linea politica dell’Unione Europea.>> <<La polvere di latte – spiega la Coldiretti – è un prodotto “morto”, privo di proprietà organolettiche, che puo’ arrivare da qualsiasi parte del mondo dove i maggiori produttori sono Nuova Zelanda e Stati Uniti mentre in Europa i leader sono Francia e Germania. >>

Riguardo la qualità, cosa cambia?

Il superamento di questa norma – continua la Coldiretti – provocherebbe l’abbassamento della qualità, l’omologazione dei sapori, un maggior rischio di frodi e la perdita di quella distintività che solo il latte fresco con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali assicura ai formaggi, yogurt e latticini Made in Italy. La disidratazione consente di concentrare i costituenti del latte rendendoli conservabili a temperatura ambiente per oltre un anno e la tecnologia di produzione prevede che il latte, dopo essere stato corretto del suo contenuto di grassi, venga trattato termicamente con una perdita di valore biologico delle proteine del latte che può essere anche rilevante.

L’Italia infatti, ha sempre detenuto il primato mondiale grazie alla legge  138 del 1974 che vieta ciò che è stato sopra descritto.

Secondo Coldiretti però, ciò non provocherebbe danni solo alla qualità dei formaggi,ma anche all’occupazione. <<E’ in corso – sottolinea la Coldiretti – un pericoloso braccio di ferro che potrebbe portare alla chiusura delle stalle, alla perdita di posti di lavoro.>>Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook

Fonte di riferimento : http://www.coldiretti.it/news/Pagine/483—8-Luglio-2015.aspx

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