Lo sapevi che le banche prestano denaro virtuale inesistente?

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Lo sapevi che i nostri debiti con le banche provengono da denaro virtuale, INESISTENTE?

Teniamo a precisare che il seguente articolo non è atto ad invogliare i debitori a non saldare i propri debiti,bensì solo ad informare che “giuridicamente” tali debiti provengono da denaro generato dal nulla,leggi per maggiori dettagli.

Le banche usano, di fatto, mezzi illeciti come il falso in bilancio e l’autoriciclaggio nello svolgimento della loro attività al fine di ottenere enormi guadagni che non dichiarano”. La provocazione viene da Marco Saba, direttore della ricerca presso il Centro Studi Monetari di Milano (http://www.studimonetari.org/), il cui obiettivo è “dare una sveglia” all’opinione pubblica “in un’epoca in cui la stragrande maggioranza degli italiani è soffocata dai debiti (inesistenti)e l’amministrazione dello Stato è vessata dal debito pubblico (inesistente)”.

Ma le cose possono cambiare, perché i cittadini hanno il diritto e gli strumenti giuridici per mutare lo status quo attuale”, spiega Saba, già membro dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata di Ginevra (http://www.o-c-o.net/), che cita innanzitutto l’ultimo studio condotto dall’economista Nino Galloni, raccolto nel libro “Il futuro della Banca” (ed. Eurilink), dove si dimostra come la contabilità bancaria attuale sia alterata, “falsa”.
 – Che cosa intende quando dice che il denaro in possesso delle banche è “falso”? 

Quando la banca riceve contanti crea sui conti correnti denaro elettronico equivalente al contante ottenuto “clonando” quindi il valore del denaro liquido che dovrebbe essere annullato o distrutto. Giuridicamente, infatti, le banche non hanno una esplicita licenza di creare denaro virtuale, ma vengono considerate solo come società di intermediazione finanziaria.”

Capito ora?Se una banca riceve 10euro,clona elettronicamente altri 10euro elettronici inesistenti senza distruggere quelli cartacei (falso in bilancio),e ci presta con bonifico elettronico e quasi mai in contanti a debito e con interessi quelli virtuali (inesistenti),quindi il nostro debito può essere considerato nullo.

L’attività principale delle banche consiste invece proprio nella creazione di denaro ex novo,  che – ad oggi – non risulta contabilizzato a bilancio. Se gli istituti di credito evitano di iscrivere in contabilità, nel risultato lordo d’esercizio, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considererebbero esse stesse “denaro falso”A norma di legge i debiti contratti con denaro falso sono viziati e non sono giuridicamente validi. Ne deriva che tutti i debiti contratti con le banche sarebbero annullabili, un vero e proprio miracolo degno della “Madonna dei Debitori”! Ma la notizia buona è che non c’è nessun bisogno di cambiare le regole esistenti: se le banche seguissero la regola contabile principale ovvero quella che richiede che il bilancio esponga la situazione economica, patrimoniale e finanziaria reale, allora si regolarizzerebbe questo denaro”.

– Torniamo sulle “alterazioni” dei bilanci bancari, quale è la sua tesi?
“Quello che emerge dallo studio approfondito dei bilanci bancari è che essi sembrano predisposti ad arte per occultare la creazione di denaro.  Le banche, infatti, segnano i depositi e i conti correnti solo al passivo di bilancio. Ora che è finalmente riconosciuto il fatto che le banche creano dal nulla il denaro necessario per tutti gli impieghi, è evidente che questo denaro debba essere registrato prima all’attivo, e solo dopo, al momento dell’impiego, al passivo. Oggi questo non avviene, è come se il proprietario di una casa la affittasse senza averla prima registrata al catasto e pretendesse il pagamento dell’affitto senza dimostrare la catena di titolarità della proprietà. E’ un vulnus della legalità. In parole semplici: le banche fanno guadagni enormi prestando denaro di cui non risultano avere la proprietà, per cui non ci pagano le tasse, riottenendo indietro il denaro con gli interessi.

Il margine operativo lordo delle banche ammonta a enormi quantità di denaro, decine di miliardi di euro, di cui beneficiano solo gli istituti di credito. Il Pil del nostro Paese potrebbe raddoppiare in un mese, se i “soldi virtuali” creati dalle banche fossero calcolati e tassati. Basterebbe un decreto del governo di Matteo Renzi…”.

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 – Possibile che questa anomalia passi costantemente inosservata?
Al momento non si dispone nemmeno di uno studio di settore dedicato all’attività bancaria, in particolare per i codici ATECO 64.11.00 (Attività della Banca Centrale) e 64.19.10 (Intermediazione monetaria di istituti monetari diverse dalle Banche centrali) e addirittura la Commissione degli esperti dell’Agenzia delle Entrate, interpellata in proposito informalmente, ha fatto sapere che tale studio non è nemmeno in agenda per il futuro”.
 – Come hanno fatto le banche a ottenere un tale potere? 
“La brama di denaro ha portato le banche a concentrarsi sulle attività finanziarie e speculative.  La mia opinione è che sia stato costruito “ad arte” un sistema finalizzato a creare enormi riserve di denaro da utilizzare per costruire una catena di comando in cima alla quale ci sono le banche e al di sotto i governi, che dovrebbero rappresentare gli interessi dei cittadini, ma che oggi sono sotto scacco da parte delle banche stesse, che vengono mediaticamente spacciate come “il mercato”, al punto da non poter più operare per il bene della propria comunità.
 In questa struttura piramidale che non ha nulla di democratico, si crea un vero e proprio “governo delle banche” che condiziona la vita o la morte degli Stati, manipolando i tassi, i cambi e i prezzi, dell’oro e delle materie prime ad esempio, e finanziando rivoluzioni per soggiogare e indebitare le popolazioni, come quella in Ucraina che da aprile si trova sul gobbo un prestito di ben 17 miliardi di dollari da parte del FMI. I condizionamenti politici ed economici legati a questi prestiti internazionali, spacciati per “aiuti”, portano a conseguenze geopolitiche disastrose, come è evidente dalle attuali tensioni che l’Occidente sta creando con la Russia”.
di Francesca Morandi

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8 thoughts on “Marcello Foa: Ecco come entro 5 anni ci porteranno via tutto, casa e risparmi

  1. Appoggierei pienamente per l’uscita dall’Europa qualora l’Italia avesse una procedura d’infrazione per una questione di dignità nazionale.

  2. Per rimanere nell’euro , il governo tedesco deve necessariamente cambiare indirizzo politico nei confronti dei paesi membri. Le alleanze sonò sopratutto politiche e nel caso specifico un,unione che tenga sempre presente l’esigenze degli alleati. Partecipazione’ collaborazione ed infine la moneta unica. Un saluto

  3. Un Grande STATISTA e che quel DI PIETRO per la sua bramasia con. Accordi americani fece di tutto per eliminarlo.Sfruttando il momento si fece eleggere e,addirittura fondo’ un partito politico. Dovrebbe dirci ancora della mercedes e dei 100 milioni di lit. incassati all,epoca e quanti appartamenti sono in suo possesso e il figlio lo mise in Regione ma indagato ma la Procura nulla fece. CANI E CANI NON SI MANGIANO ed ha inguaiati noi ITALIANI con l,allontanamento di CRAXI perché purtroppo i P.M quando sbagliano non vanno in galera ma promossi vedi il P.M di TORTORA. Abbiamo una legge che dovrebbe far pagare i loro errori ma qualcuno di voi ha mai visto eseguire???

  4. tutto ciò che è esposto in questo blog rispecchia la pura verità , personalmente non solo la condivido ma la grido ai quattro venti ormai da troppo tempo , prima ancora che fosse costituita questa schifo di europa che altro no è che la dimostrazione di quella che è la missione del globalismo e del liberismo capitalista e cioè la riduzione in schiavitù dei popoli e la creazione di un’egemonia finanziaria a controllo del mondo intero . alla globalizzazione danno parecchio fastidio nazioni come Grecia ed Italia perchè la loro immensa cultura e storia che sta alla base della loro evoluzione le porta ad essere termini di paragone a livello di democrazia e scientifico e proprio a livello industriale e qualitativo dei beni prodotti ciò era la spina nel fianco di produzioni fatte dalle multinazionali che , proprio per definizione , non possono essere paragonate qualitativamente ; ecco perché si doveva a tutti i costi distruggere la produzione italiana e ciò é stato fatto anche con la collaborazione di governi servi venduti al capitale .

  5. Fu l’unico Statista di allora a non sbagliare che, il futuro dell’Italia nell’Unione Europea era l’inferno.
    L’Europa ci considera come noi consideriamo i Paesi del Nord Africa.

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