Clima: tutto quello che non ci dicono sui cambiamenti in atto

effetto serra

Non è certo un mistero che le cose al giorno di oggi siamo tutte cambiate. Non ci riferiamo solo alla politica, i comportamenti e le abitudini della popolazione. Questa volta in nostro esame è proprio i CLIMA. 

Non possiamo dire che l’ estata quasi al termine sia stata perfetta come le altre, tanto meno affermare che sia stata calda… Pochi sono stati i giorni di calura e afa, ma tanti quelli di fresco e pioggia, a discapito degli amanti del mare!

Abbiamo assistito a tanti fenomeni in cui piccoli uragani si abbattevano anche sulla nostra penisola distruggendo e portando via ciò che incontravano sul loro cammino, ci sono state alluvioni e devastanti e potenti che hanno provocato danni all’agricoltura e all’allevamento (già in ginocchio per via della crisi economica), inverni lunghi e freddi..estati corte e temperate, fin troppo oseremmo dire! Ma è normale tutto ciò? Cosa sta cambiando? Cosa ci aspetta in futuro?

Stando alle prole del colonnello e meteorologo Paolo Ernani possiamo comprendere da cosa derivano tutte queste trasformazioni: “Recenti nostri studi fanno pensare che qualcosa di rilevante si stia già manifestando“, ci ha risposto. “Per esempio nel calcolare sulla penisola italiana la temperatura media annua (1997-2012) e la sua relativa linea di tendenza abbiamo notato che quest’ultima tende a scendere. In parole più semplici la temperatura media sull’ Italia ha smesso di salire dalla fine del secolo scorso e da allora, anno dopo anno e in maniera quasi impercettibile,sta scendendo. Insomma è in atto un’inversione di tendenza che sarà palpabile anche nello scorrere di questo anno 2013. In definitiva col passar del tempo (anni) farà sempre più freddo”

e continua ancora:

La risposta la si può trovare nell’ effetto serra e macchie solari queste ultime in aumento. Negli ultimi 3 cicli solari  il sole sta perdendo potenza e di conseguenza anche la temperatura del Pianeta tornerebbe di nuovo a scendere dando così il via all’ inversione di tendenza cui seguirebbe una instabilità planetaria associata non solo a fenomeni iniziali estremi quali forti piogge (basta vedere che cosa sta succedendo nell’ Europa centrale) alternate a periodi poco piovosi, freddo intenso seguiti da periodi di caldo, tempeste violente ecc. ma porterebbe infine la temperatura verso valori via via sempre più bassi fino a generare decennio dopo decennio un’altra piccola era glaciale (io la situerei tra 2035-2045; altri ricercatori ancora più avanti)”

Ora potremmo domandarci: cosa accadrebbe se tutto ciò si verificasse? Una spiegazione chiara e precisa è stata data dal colonnello:

Si potrebbero ripetere su gran parte dell’Europa i fenomeni meteorologici avutisi durante il minimo di Maunder e cioè avremmo temperature abbastanza fredde ed espansione dei ghiacciai di diversi gradi di latitudine più a sud  (nell’emisfero nord per precisiare) rispetto alle posizioni attuali. Il discorso che abbiamo fatto sinora è condiviso anche da altri studiosi. Non molti in verità e tuttavia non siamo ben visti dai fautori del Riscaldamento globale spesso coccolati dalle lobby dell’energia eolica e fotovoltaica comodamente inserite nell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici di cui, Al Gore, ne è l’espressione più rappresentativa)”.

Per quanto riguarda la teoria del riscaldamento globale, i dati e le motivazioni sono ben altre, infatti: dieci anni di osservazioni satellitari dei principali gas serra che avvolgono il nostro pianeta rivelano che l’anidride carbonica nell’ atmosfera continua ad aumentare, nonostante gli sforzi internazionali per ridurre le emissioni di carbonio. I satelliti confermano inoltre, che i recenti aumenti di metano sono almeno in parte dovuti alle emissioni legate alle attività umane.
Nell’ atmosfera l’anidride carbonica e il metano sono i due più importanti gas serra responsabili del riscaldamento globale. Le misure sono state effettuate soprattutto dai satelliti Envisat dell’ESA (ora non più in attività) e dall’  Observing Satellite, GOSAT. Tali rilevazioni dimostrano che tra il 2003 e il 2013 l’anidride carbonica è aumentata di circa lo 0,5% all’anno. Dopo anni di stabilità, dal 2007, anche il metano cresce nuovamente ad un tasso dello 0,3-0,5% all’ anno.

Le fluttuazioni
Oltre alla crescita dei gas serra, i satelliti mostrano anche altre caratteristiche del fenomeno, come, ad esempio, le fluttuazioni nel tempo dei gas stessi.
Per l’anidride carbonica, le fluttuazioni stagionali sono le più evidenti, legate in particolare all’azione della fotosintesi della vegetazione. Il fenomeno è particolarmente evidente alle medio-alte latitudini. Questo era previsto dai modelli climatologici perché è noto che lo scambio di carbonio tra l’atmosfera e la vegetazione è particolarmente notevole durante l’estate (‘inalazione’), molto meno invece durante l’inverno (‘espirazione’)

Il motivo principale dell’aumento dell’anidride carbonica negli ultimi dieci anni è legato alle emissioni da combustione di combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas.
Per il metano la ragione è meno chiara, ma è più probabile che sia legata all’ aumento delle emissioni artificiali combinate con variazioni naturali dovute alle emissioni dalle zone umide e dalla combustione della biomassa.

Be in parole povere, possiamo aspettarci di tutto da questi cambiamenti… che questo dipenda dal riscaldamento globale o dall’ aumento di macchie solari, un cosa certa è che anno dopo anno non avremo più il clima e le condizioni meteo di un tempo!

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