Parlamentari dicono “no” al vitalizio ma ecco cos’altro si sono inventati.Uno schiaffo al popolo

Parlamentari e pensioni di reversibilità

Parlamentari e Vitalizi. Arriva “L’ addio” ad un privilegio ma… ecco cos’altro si sono inventati. E NON è DA MENO!
“I congiunti di deputati non possono fare le sguattere”!

Dopo anni ed anni di battaglie da parte del popolo e polemiche crescenti sui loro vitalizi ingiusti, ecco che i nostri politici si sono apprestati a cambiate le carte in tavola dicendo si al ricalcolo delle loro pensioni. MA SARA’ VERO?
Sembrerebbe che abbiano avuto un barlume di buonsenso ma non è realmente così.
Loro sanno come fare ed anche in questo caso ecco che spunta un cavillo, o meglio, un vero e proprio privilegio degno di essere considerato un privilegio.
In pratica hanno fatto in modo di aumentarsi la reversibilità di un quinto se i beneficiari non hanno altri redditi.

Se per noi cittadini (dipendenti pubblici) si ha una pensione di reversibilità che va ad aggiungersi allo stipendio se esso non supera i 501 euro di pensione sociale; per loro non sarà la stessa cosa! E stiamo parlando di mogli e figli di oltre 2.470 ex onorevoli e 1.650 ex consigli regionali. Certo non di qualche centinaio di persone!
Quindi alla luce di tutto questo, al momento di incassare la reversibilità potranno contare su un assegno aumentato automaticamente di un quinto.

Come si legge sul sito: ilfattoquotidiano.it:

-Riguarda la “Rideterminazione degli assegni vitalizi” (art.13), lo firma la deputata Pd Daniela Gasparini e recita così: “In assenza di altri redditi di cui all’  articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per i soli trattamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la misura della pensione di cui all’ articolo 11 è aumentata del 20 per cento”.-

In ogni caso troviamo vergognoso il modo in cui LORO cerchino di aggirare le leggi facendosene altre a propria immagine e somiglianza.
Un trattamento privilegiato che stona con l’approvazione del taglio alle pensioni parlamentari.
Quel che appare ancor più sgradevole sono le parole della Gasparni (autrice di tale modifica) che dice a ilfattoquotidiano.it :
Ho pensato che era sacrosanto mettere fine a trattamenti insostenibili attraverso il ricalcolo contributivo dell’importo pensionistico ma anche che non fosse giusto che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%.”

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