Siria:Tutti contro Assad e Putin, ma quì nessuno è scemo! Le bombe peggiori sono quelle della disinformazione

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Bombardamenti di Assad col gas Sarin o magazzino di armi chimiche prodotte dai terroristi ribelli distrutto dai caccia bombardieri governativi?

Ancora un a volta un attacco mediatico senza precedenti verso Assad  e Putin a seguito del bombardamento nella provincia di  Idlib che ha portato la morte di civili tra cui molti bambini.

La notizia che molti media occidentali riportano con certezza, senza avere alcuna prova, è che l’esercito siriano avrebbe gettato bombe al gas sarin (nervino) sui civili. Sono gli stessi media che in passato hanno accusato  Saddam di possedere armi di distruzione di massa, che ci hanno raccontato la storiella delle “fosse comuni” di Gheddafi in Libia, tutte notizie che si sono poi rivelate bufale smentite da loro stessi.

Tornando al bombardamento siriano, tutti fanno leva su due fonti (decisamente di parte) che sarebbero:

1) L’osservatorio per i diritti umani in Siriaun’organizzazione composta da un solo uomo, che dal 2011 è apertamente schierata contro il governo di Bashar al Assad.

Eppure il New York Times già nel 2013 aveva denunciato la grande bufala che sta dietro questa organizzazione.
L’Osservatorio ha sede a Londra ed è costituito da una singola persona che lo rappresenta nella sua interezza, si chiama Rami Abdul Rahman.
Risultati immagini per Rami Abdul RahmanRami è finanziato dalla UE e dalla Gran Bretagna, è di fede islamica con simpatie per gruppi estremisti come Takfiri e Salafiti, e in 6 anni di guerra d’aggressione “Texano-Saudita” alla Siria ha rappresentato l’unica fonte di informazione sul conflitto e sulle presunte atrocità del “dittatore” Assad. Rami è un propagandista ben remunerato ed ha un potere enorme: ha il potere di far diffondere falsità al sistema dell’informazione mondiale, ha il potere di giustificare attacchi e bombardamenti, ha il potere di far convocare l’ONU e far discutere le Nazioni sulle sue illazioni.

2) White Helmets, ovvero l’organizzazione di soccorso messa in piedi da alcune bande militari che, in un modo o nell’altro, rispondono ad Al Qaeda.

Solo il fatto che l’Occidente dia credibilità mediatica a queste fonti, una schierata con i ribelli anti Assad, l’altra con i terroristi dovrebbe far riflettere.

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Dall’ altra parte la risposta del governo siriano è stata molto semplice: sarebbe stato bombardato un deposito di armi dei ribelli jihadisti. Se poi in questo deposito c’erano armi chimiche la responsabilità non può essere attribuita ad Assad, ma ai suoi oppositori.

Tutte e due le versioni da entrambe le parti possono essere credibili, Assad è un dittatore e potrebbe essere capace di un atto simile, ma non ci sono prove concrete che possieda armi chimiche.
Teniamo a ricordare che i media occidentali lo accusarono dell’ attacco chimico di Ghouta, del 21 agosto 2013, notizia poi smentita dal Mas­sa­chus­setts Insti­tute of Tech­no­logy di Boston.

Mentre dall’ altra parte e ci sono prove sufficienti che i suoi ribelli oppositori ne possiedano. Infatti come riferisce ilgiornale.it :

<<Lo scorso anno una commissione russa sulle armi chimiche e biologiche avevano rinvenuto prove dell’utilizzo di bombe al cloro e al fosforo da parte dei jihadisti nella zona di Aleppo. Lo stesso tipo di munizioni era inoltre stato usato dai jihadisti nel 2016 sempre ad Aleppo, tanto che le vittime di Khan Sheikhoun presenterebbero gli stessi sintomi. Domenica 13 novembre 2016 infatti i jihadisti avevano preso di mira alcune postazioni dell’esercito regolare siriano nella zona di al-Nairab utilizzando armi chimiche tra cui le famigerate bombe al cloro. Ovviamente insieme ai militari erano stati intossicati anche numerosi civili.

Mesi prima era inoltre emerso che le medesime tipologie di armi erano state utilizzate dall’Isis in Iraq, nella zona di Tikrit, come affermato da fonti governative irachene e con tanto di immagini diffuse dalla Bbc.>>

In sintesi esistono più prove che vanno a favore di Assad che quelle contro. Preso atto di ciò,  come possono i media occidentali divulgare in pompa magna una ipotesi basata sul nulla senza un briciolo di prove, come se fosse realtà?
Più che giornalismo sembra propaganda anti Assad e anti Putin.

Prima di accusare un governo di utilizzare armi di distruzione di massa è necessario fornire delle prove, altrimenti si rischia di ripercorrere precedenti come il caso delle armi di Saddam Hussein, mai trovate ma sufficienti a distruggere e destabilizzare un Paese condannandolo ad anni di guerra civile.

Ciò è la prova che le bombe peggiori sono quelle della disinformazione……

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